CREDITO D’IMPOSTA R&S, INNOVAZIONE E DESIGN – ANTICIPAZIONI DECRETO ATTUATIVO

Il Ministro Patuanelli ha sottoscritto il decreto ministeriale che rende attuativo il credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design, il decreto è attualmente al vaglio della corte dei conti ma il Sole 24 ore è riuscito a fornire alcune preziose anticipazioni che vi condividiamo.

Ricordiamo prima di tutto che il credito d’imposta incentiva, con diverse aliquote, le attività di R&S, innovazione, estetica e design. In merito alle attività di innovazione viene attribuito un focus particolare ai progetti rientranti nella logica 4.0 e nei modelli di economia circolare.

 

RICERCA E SVILUPPO

Secondo il decreto ministeriale le attività afferenti all’alveo della R&S devono perseguire un progresso o un avanzamento delle conoscenze o delle capacità di un settore e non solo il semplice progresso o avanzamento delle conoscenze o delle capacità di una singola impresa.

Si considerano ammissibili al credito d’imposta le attività svolte in relazione a un progetto di ricerca e sviluppo che persegua tale obiettivo anche nel caso in cui l’avanzamento scientifico o tecnologico ricercato non sia raggiunto o non sia pienamente realizzato.

Interessante inoltre evidenziare che secondo le indiscrezioni del Sole 24 ore risulterebbero ammissibili anche i progressi scientifici o tecnologici raggiunti o approcciati da altri soggetti, ma le cui informazioni non fanno parte dello stato delle conoscenze scientifiche o tecnologiche disponibili e accessibili per l’impresa all’inizio delle operazioni di ricerca e sviluppo, in quanto coperti ad esempio da segreto industriale, i lavori intrapresi per raggiungere tale progresso attraverso il superamento degli ostacoli incontrati potrebbero ugualmente rappresentare un avanzamento scientifico e rilevare ai fini dell’ammissibilità all’agevolazione.

Seguendo lo stesso iter concettuale, si considerano ammissibili i lavori di ricerca e sviluppo svolti nello stesso arco temporale da imprese concorrenti indipendenti.

Le attività di R&S si suddividono nelle seguenti categorie:

  1. Ricerca fondamentale
  2. Ricerca industriale
  3. Sviluppo Sperimentale

Per le attività di R&S è previsto un credito d’imposta pari al 12% delle spese ammissibili, per le imprese operanti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia il credito d’imposta è incrementabile fino al 45% delle spese ammissibili.

INNOVAZIONE TECNOLOGICA

Il Decreto Ministeriale definisce attività di innovazione tecnologica i lavori finalizzati alla realizzazione o all’introduzione di prodotti o processi nuovi o significativamente migliorati, rispetto a quelli già realizzati o applicati dall’impresa.

Le attività ammissibili al credito d’imposta comprendono esclusivamente i lavori svolti nelle fasi precompetitive legate alla progettazione, realizzazione e introduzione delle innovazioni tecnologiche fino ai lavori concernenti le fasi di test e valutazione dei prototipi o delle installazioni pilota. Sarebbero invece esclusi i lavori svolti per apportare modifiche o migliorie minori ai prodotti e ai processi già realizzati o applicati dall’impresa.

Per le attività di innovazione tecnologica è previsto un credito d’imposta pari al 6% delle spese ammissibili.

All’interno dell’innovazione tecnologica è prevista una premialità per i progetti legati al paradigma 4.0, il decreto, a titolo esemplificativo, elenca 12 obiettivi:

 

  1. L’introduzione di soluzioni che consentano un’integrazione comune dei diversi componenti, moduli e sistemi di un’architettura aziendale (c.d. digital service backbone), in grado di garantire, tramite l’implementazione di un modello di dati comune e il supporto di diversi protocolli e interfacce, l’interconnessione trasparente, sicura ed affidabile dei diversi dispositivi hardware (quali, ad esempio, celle robotizzate e Controllori Logici Programmabili) e delle applicazioni software (quali, ad esempio, MES e SCADA)
  2. L’introduzione di soluzioni che consentano il miglioramento della gestione operativa della produzione mediante ottimale assegnazione dei lavori alle macchine, sequenziamento delle attività, gestione della forza lavoro, abbinamento e predisposizione tempificata di utensili e attrezzature, allo scopo ad esempio di migliorare l’utilizzo delle macchine, ridurre i lead time di produzione, minimizzare i costi, migliorare le prestazioni di consegna;
  3. L’integrazione, attraverso l’applicazione di tecnologie digitali, tra il sistema informatico (IT) e le fasi del processo di produzione di beni o servizi (Operations);
  4. L’introduzione di soluzioni che consentano la pianificazione e la simulazione dei processi produttivi, aiutando a definire le traiettorie di processo e i parametri ottimali di lavorazione, a partire dalle caratteristiche delle macchine disponibili e dei prodotti da realizzare allo scopo di migliorare le prestazioni, la qualità e/o ridurre i costi
  5. L’introduzione di soluzioni per la definizione e generazione sistematica di indicatori chiave degli obiettivi aziendali (c.d. KPI’s), attraverso la produzione e raccolta automatica dei dati di processo
  6. L’introduzione di soluzioni idonee a generare report di analisi relative al funzionamento delle risorse tecnologiche, materiali e personali coinvolte nei processi di produzione di beni o servizi (quali, ad esempio, analisi di tipo descrittivo, diagnostico, predittivo, prescrittivo)
  7. L’introduzione di soluzioni che consentano di ottenere suggerimenti da parte di sistemi/piattaforme e applicazioni IT sulle azioni correttive in base al funzionamento delle risorse coinvolte nel processo, permettendo ad esempio di inviare feedback/alert su un’eventuale deriva del funzionamento del processo o di realizzare processi e sistemi adattativi
  8. La digitalizzazione di processi e prodotti nelle diverse aree e ambiti di creazione del valore (manutenzione predittiva macchine utensili CNC, tracciabilità di processo/prodotto, logistica/magazzino/movimentazione, controllo qualità, tracciatura automatica delle specifiche di qualità di un prodotto, di materie prime, ecc.)
  9. La digitalizzazione delle interazioni tra i diversi operatori delle filiere produttive, la messa a punto di modelli di condivisione delle informazioni, la messa a punto di protocolli e metodi per il tracciamento dei prodotti all’interno della filiera allo scopo di migliorare la cooperazione e la resilienza delle filiere estese
  10. L’introduzione di soluzioni che implichino possibilità di funzioni real time remote di telediagnosi, teleassistenza, telemanutenzione, installazione a distanza, monitoraggio, con funzioni accessibili on demand (in qualsiasi momento) e da qualsiasi luogo interconnettibile nonché soluzioni atte a favorire lo svolgimento di prestazioni lavorative da remoto (smart working)
  11. La riprogettazione delle funzioni, dell’architettura, dei moduli e della connettività dei beni strumentali in ottica di digitalizzazione per consentire l’introduzione di soluzioni pay per use di macchine e sistemi di produzione
  12. L’introduzione di soluzioni specifiche di blockchain, cybersecurity, edge e cloud computing, a potenziamento e arricchimento e per garantire la sicurezza delle soluzioni descritte nei punti precedenti

Per le attività di innovazione tecnologica, rientranti nella logica 4.0, è previsto un credito d’imposta pari al 10% delle spese ammissibili.

All’interno dell’innovazione tecnologica è prevista, inoltre, una premialità per i progetti legati al paradigma dell’economia circolare, il decreto, a titolo esemplificativo, elenca 7 obiettivi:

  1. La progettazione di prodotti sostenibili che durino più a lungo e siano concepiti per essere riutilizzati, riparati o aggiornati per il recupero delle proprie funzioni o sottoposti a procedimenti di riciclo ad elevata qualità, per il recupero dei materiali, in modo da ridurre l’impatto ambientale dei prodotti lungo il loro ciclo di vita (c.d. ecodesign).
  2. La realizzazione di catene del valore a ciclo chiuso nella produzione ed utilizzo di componenti e materiali, anche sfruttando opportunità di riuso e riciclo cross-settoriali
  3. L’introduzione di modelli di sinergia tra sistemi industriali presenti all’interno di uno specifico ambito economico territoriale (c.d. simbiosi industriale), caratterizzati da rapporti di interdipendenza funzionale in relazione alle risorse materiali ed energetiche (ad es. sottoprodotti, rifiuti, energia termica di scarto, ciclo integrato delle acque)
  4. L’introduzione di soluzioni tecnologiche per il recupero atte ad ottenere materie prime seconde di alta qualità da prodotti post-uso, in conformità con le specifiche di impiego nella stessa applicazione o in differenti settori
  5. L’introduzione di tecnologie e processi di disassemblaggio e/o remanufacturing intelligenti per rigenerare e aggiornare le funzioni da componenti post-uso, in modo da prolungare il ciclo di utilizzo del componente con soluzioni a ridotto impatto ambientale
  6. L’adozione di soluzioni e tecnologie per monitorare il ciclo di vita del prodotto e consentire la valutazione dello stato del prodotto post-uso al fine di facilitarne il collezionamento per il recupero di materiali e funzioni
  7. L’introduzione di modelli di business “prodotto come servizio” (product-as-a-service) per favorire catene del valore circolari di beni di consumo e strumentali

Per le attività di innovazione tecnologica, rientranti nel paradigma dell’economia circolare, è previsto un credito d’imposta pari al 10% delle spese ammissibili.

 

DESIGN

Le attività devono essere finalizzate a innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali, ad esempio le caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della struttura superficiale, degli ornamenti.

Per le attività di design è previsto un credito d’imposta pari al 6% delle spese ammissibili.

 

Lo staff di RDS rimane a disposizione per ulteriori approfondimenti.

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